Responsabilità medica e tutela del diritto alla salute

La responsabilità medica è un tema delicato, perché riguarda il rapporto tra paziente, professionista sanitario, struttura ospedaliera e tutela del diritto alla salute.

Quando un paziente ritiene di aver subito un danno a causa di una prestazione sanitaria, uno degli aspetti centrali riguarda il riparto dell’onere della prova: occorre cioè stabilire che cosa debba dimostrare il paziente e che cosa, invece, debbano provare il medico o la struttura sanitaria.

La giurisprudenza del 2019 ha affrontato più volte questo tema, chiarendo alcuni principi importanti in materia di responsabilità sanitaria, nesso causale, inadempimento e prova del danno.

Responsabilità medica e diritto alla salute

La responsabilità medica può venire in rilievo quando la prestazione sanitaria non sia stata eseguita con la diligenza richiesta dalla natura dell’attività professionale e da tale condotta derivi un danno alla salute del paziente.

Il danno può consistere, ad esempio, nell’aggravamento di una patologia già esistente oppure nell’insorgenza di una nuova condizione patologica.

In questi casi, non è sufficiente affermare che vi sia stato un peggioramento dello stato di salute: è necessario ricostruire il rapporto tra la condotta sanitaria e il danno lamentato.

Il ruolo del nesso di causalità

Un punto centrale riguarda il nesso causale.

In linea generale, il paziente danneggiato deve dimostrare che esiste un collegamento tra la condotta del sanitario o della struttura e il danno subito.

Questa prova può essere fornita anche attraverso presunzioni, purché gli elementi raccolti siano idonei a sostenere, secondo i criteri applicabili nel giudizio civile, che il danno sia conseguenza dell’inadempimento o dell’inesatta esecuzione della prestazione sanitaria.

La struttura sanitaria o il professionista, a loro volta, possono andare esenti da responsabilità dimostrando di aver adempiuto correttamente alla prestazione oppure che l’evento dannoso sia dipeso da una causa imprevedibile e inevitabile.

Che cosa deve provare il paziente

Nel giudizio di responsabilità medica, il paziente deve provare alcuni elementi fondamentali.

In particolare, deve dimostrare:

  • il rapporto con la struttura sanitaria o con il professionista;
  • l’attività sanitaria ricevuta;
  • il danno lamentato;
  • il collegamento causale tra la condotta sanitaria e il danno;
  • l’inadempimento o la condotta astrattamente idonea a produrre il pregiudizio.

Il paziente, quindi, non può limitarsi ad allegare l’esistenza di un danno, ma deve fornire elementi utili a collegarlo alla prestazione sanitaria ricevuta.

Che cosa deve provare la struttura sanitaria

Una volta allegati e provati gli elementi a carico del paziente, la struttura sanitaria o il professionista devono dimostrare di aver adempiuto correttamente alla propria prestazione.

In alternativa, devono provare che il danno si è verificato per una causa non imputabile, imprevedibile e inevitabile, tale da rendere impossibile l’esatta esecuzione della prestazione.

Il tema dell’onere della prova è quindi decisivo, perché incide direttamente sulla possibilità di ottenere o escludere il risarcimento del danno.

Responsabilità della struttura e responsabilità del medico

La responsabilità sanitaria può riguardare sia la struttura presso la quale il paziente è stato ricoverato o curato, sia il singolo medico o professionista sanitario.

La struttura sanitaria risponde delle obbligazioni assunte nei confronti del paziente e può essere chiamata a rispondere anche per l’operato del personale sanitario di cui si avvale.

In alcuni casi, la struttura può agire nei confronti del medico per essere tenuta indenne dalle conseguenze di una eventuale condanna. In tali ipotesi, tuttavia, occorre dimostrare in modo specifico che il danno sia imputabile alla condotta del professionista.

Perché il riparto della prova è importante

Nei giudizi di responsabilità medica, il riparto dell’onere della prova non è un aspetto soltanto tecnico.

È il punto da cui dipende la concreta possibilità di accertare la responsabilità, ricostruire l’accaduto e valutare se vi siano i presupposti per il risarcimento.

La documentazione sanitaria, le cartelle cliniche, le consulenze tecniche, la storia clinica del paziente e il comportamento tenuto dalla struttura assumono quindi un ruolo centrale.

Valutare il caso concreto

Ogni vicenda di responsabilità medica richiede una valutazione specifica.

Occorre analizzare la prestazione sanitaria, il danno lamentato, la documentazione disponibile, il nesso causale e l’eventuale condotta inadempiente della struttura o del professionista.

Per chiarimenti in materia di responsabilità medica, lesione del diritto alla salute e risarcimento del danno, è possibile contattare lo Studio Legale Buzzanga attraverso la sezione Contatti.